Conferenza Stampa, Trieste 19 marzo 2025,
Il Comitato di Mutuo Appoggio Lavoratori Radio Tv è impegnato da vari anni ad arricchire il panorama dell’informazione con punti di vista critici per fornire ai cittadini spunti di riflessione e contributi su argomenti spesso trascurati dai media generalisti.
Per quanto concerne il tema della salute pubblica, riteniamo che la gestione della pandemia da SARS-CoV-2 abbia dimostrato come la logica dell’emergenza sanitaria sia servita da mero pretesto per imporre ai cittadini politiche autoritarie che poco o nulla hanno a che fare con la tutela del benessere collettivo.
La complessità della vicenda pandemica, sia da parte della politica che dai maggiori media, è stata trasfigurata in una caricaturale guerra del bene conto il male. I diritti ad una sanità efficiente, cure personalizzate, a disporre secondo coscienza del proprio corpo, a subire trattamenti medici che rispettino il «primum non nocere» sono stati infranti da avventate promesse di trattamenti miracolosi – “sicuri” ed “efficaci”- che avrebbero rapidamente eradicato il SARS-CoV-2 dalla faccia della terra. Non è andata così.
La gestione politica della pandemia ha purtroppo provocato numerosi e persistenti “effetti avversi” sul piano sanitario, sociale e sulla salute delle persone.
Nel corso del 2022 – anno in cui in Italia si è adottato il cd super green pass – si è ottenuto un doppio paradossale risultato: più dell’ 80% della popolazione era vaccinata contro il Covid ma, contemporaneamente, ci sono stati il maggior numero di contagi di tutta la pandemia. Il numero di morti complessive è stato superiore a quello del 2021 e quasi allo stesso livello del 2020 quando nessuno era vaccinato (dettagliati in calce al documento).
Persone dotate di green pass – che secondo l’allora presidente del consiglio Mario Draghi avevano: «la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose» – erano libere di contagiarsi e contagiare mentre lavoratori ultracinquantenni che eseguivano un tampone ogni due giorni erano considerati pericolosi per la collettività e privati del diritto a sostentarsi con il lavoro. Bambini di dodici anni non potevano praticare sport, attività ricreative con altri coetanei o prendere l’autobus per andare a scuola.
L’Italia praticava le politiche più restrittive di tutto il mondo occidentale pur classificandosi tra i peggiori paesi sul piano dei contagi e delle morti.
Il potere politico, per canalizzare la frustrazione collettiva e scansare le responsabilità derivanti dai deludenti risultati della gestione sanitaria ha lucidamente costruito un capro espiatorio su cui scaricare tutte le colpe: i “no vax”.
Vaccinarsi non era più una libera scelta da valutare in base alle proprie caratteristiche individuali ma era diventato sia un dovere morale – per stare dal lato giusto della storia – che una cruda necessità per non perdere i propri diritti di cittadinanza, il lavoro, per non subire discriminazioni ed esclusione sociale.
Considerazioni prudenziali volte a considerare i rapporti rischio/benefici del trattamento, gli effetti avversi, misurare la capacità di immunizzazione effettiva, considerare con particolare attenzione la vulnerabilità di anziani, donne incinte, bambini sono state rapidamente silenziate per dare avvio alla maggiore campagna di marketing che la storia moderna ricordi.
Fino ad oggi pochi, pochissimi, media hanno con coraggio raccontato una storia diversa. Alcune inchieste del quotidiano «La Verità» e del programma televisivo «Fuori dal Coro» (Rete 4) hanno esaminato comunicazioni interne dell’Aifa e del ISS in cui emergeva che segnalazioni di effetti avversi, inefficacia del vaccino, morti, erano note ma andavano rapidamente silenziate per non «uccidere il vaccino».
Istituzioni pubbliche, politici, virostar hanno a più riprese consigliato di immunizzare soggetti fragili, donne, bambini quando perfino dai documenti ufficiali dei produttori (bugiardino) emergeva che fossero presenti rischi di miocarditi, trombosi o che i farmaci non erano stati testati su quelle categorie.
Gli organismi tecnici e sanitari, lungi dall’aver esercitato il proprio ruolo neutrale di controllori sugli effetti delle politiche sanitarie del governo, hanno cercato invece di silenziare i messaggi discordanti rispetto agli imperativi della politica.
La vittime di tutto ciò sono i cittadini che non hanno avuto dalle istituzioni una onesta rappresentazione dei benefici e dei rischi che questi prodotti genici a base di mRNA rappresentano.
Per quanto riguarda il tema delle morti improvvise è difficile non notare quanto negli ultimi anni il termine “malore improvviso” sia comparso con preoccupante frequenza nei notiziari o nelle pagine di cronaca locale dei quotidiani. Persone relativamente giovani e apparentemente sane sono state colpite da improvvisi attacchi cardiaci, ictus e trombosi. Altri hanno sofferto il riacutizzasi di malattie autoimmuni o tumori che erano apparentemente sopiti.
Sia il tema degli effetti avversi sulla salute – che a detta di numerosi esperti è ampiamente sottorappresentato – che quello delle morti improvvise sono molto difficili da trattare. Tuttavia alcuni macro-dati dovrebbero farci riflettere.
Paesi con un elevato livello di vaccinazioni (es Italia, Portogallo, Germania) hanno avuto un numero crescente di morti in prossimità delle campagne vaccinali (ad es nel 2022 in Italia vi sono stai più morti che nell’anno precedente. Sempre nel 2022, in Germania, addirittura più morti che nel 2020 e 2021).
Di converso, paesi che hanno avuto un tasso di vaccinazioni molto sotto la media europea (es Slovenia, Romania, Bulgaria) hanno avuto un calo della mortalità generale già dal 2022.
Paese\Anno | 2019 | 2020 | 2021 | 2022 | 2023 |
Italia | 644 | 750 | 674 | 742 | 663 |
Portogallo | 110 | 121 | 123 | 126 | 116 |
Germania | 947 | 991 | 957 | 1080 | 1030 |
Slovenia | 21 | 23,8 | 23,1 | 22,5 | 21,6 |
Romania | 266 | 301 | 337 | 268 | 257 |
Bulgaria | 108 | 124 | 149 | 116 | 103 |
Morti per tutte le cause, cifre in migliaia (fonte: Our World in Data) |
Lungi dal creare automatiche correlazioni, i dati dovrebbero comunque far riflettere sui limiti tra le disinvolte promesse di sicurezza ed efficacia e la crudezza dei risultati in termini di morti e contagiati.
Riteniamo quindi doverosa un’iniziativa come quella di oggi che, anche provocatoriamente, porti all’attenzione del pubblico e dei media il tema degli effetti avversi. Ci auguriamo che la commissione Covid insediatasi tra molte difficoltà riesca a indagare con onestà ed impegno sulla gestione pandemica, sul funzionamento delle autorità sanitarie preposte, sulla ragionevolezza e proporzionalità delle misure adottate.
Da parte del nostra, il Comitato di Mutuo Appoggio Lavoratori Radio-Tv, continuerà a portare maggiore attenzione su questi temi. Il nostro prossimo convegno dal titolo «Effetti Avversi» si terrà a Trieste sabato 29 marzo alle h17e30 e vedrà tra gli ospiti:
• Marianna Canè, giornalista d’inchiesta per «Fuori dal Coro» (Mediaset) e autrice del libro «Effetto Avverso» (Byoblu Edizioni) che ha trattato estesamente la questione del cd “Aifaleaks”: i documenti interni “censurati” dalla Agenzia Italiana del Farmaco.
• Federica Angelini, presidente del comitato «Ascoltami».
• Gaia Bernabovi, segretaria comitato «Ascoltami».
• Tania Bertelli, danneggiata da vaccino (in collegamento).
• Simonetta Filippini Galli, familiare di vittima ospedaliera (in collegamento).
Vi ringraziamo per l’attenzione che ci avete dedicato e speriamo di vedervi tutti, cittadini e operatori dei media al nostro prossimo convegno.
Il Comitato di Mutuo Appoggio Lavoratori Radio TV.